L’amica geniale

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Ho appena finito di leggere la tetralogia de L’amica geniale di Elena Ferrante e sono inconsolabile! 😦 La serie mi ha conquistato sin dall’inizio per la fantastica ambientazione, sul cui sfondo si muove una moltitudine di personaggi disegnati con realismo, poesia, precisione e tanto amore. La storia parte da Napoli e si dipana dal periodo del dopoguerra fino ai nostri giorni attraversando tutte le fasi politiche e sociali del paese. A ogni pagina l’autrice sorprende e spiazza sapientemente il lettore attirandolo in un vortice di partecipazione sentimentale da cui è impossibile sfuggire, tanto che ogni interruzione alla lettura diventa quasi una tortura. È la storia di un’amicizia che oscilla fra affetto e invidia, ammirazione e allontanamento, immersa in altre storie di odio e miseria, di riscatto, di abbandono, di rassegnazione, ricche di colpi di scena che rapiscono il lettore e arrivano al cuore. Gli avvenimenti si intrecciano nella trama e si rincorrono attraversando i quattro volumi, fino all’ultima pagina, lo spettacolo a puntate dei personaggi del romanzo appassiona sempre più, e alla fine, il cerchio si chiude, Napoli torna protagonista, dopo vicissitudini, traslochi, separazioni, lotte e conquiste. E ora che è finito anche il quarto libro? Come fare senza Lila e Lenù? Come rassegnarsi a non essere più parte e spettatori della loro vita? Già mi mancano! A proposito, il 27 novembre inizia la miniserie in 8 puntate, con regia di Saverio Costanzo. Vi lascio con le sue parole: “Ci sono tanti livelli della narrazione. È la storia di un’amicizia, con ombre e luci. La Ferrante è alla ricerca della verità umana: ha raccontato il peso di un’amicizia, che è un sostegno ma anche un peso, come tutti i rapporti”.

Primo volume: L’amica geniale

Secondo volume: Storia del nuovo cognome

Terzo volume: Storia di chi fugge e di chi resta

Quarto volume: Storia della bambina perduta

 

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