Insula Tresoya

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Oggi vi parlo di Insula Tresoya, thriller di Sébastien Lencroz che ho avuto l’occasione di tradurre quest’anno dal francese. Si tratta del romanzo d’esordio dell’autore, il quale, come ci rivela nella presentazione biografica, ha ancora tante idee nel cassetto da realizzare. La trama, che si svolge quasi completamente sull’isola d’Yeu (antico nome Insula Oya), si intreccia intorno a una confraternita millenaria che protegge un segreto ignoto agli stessi confratelli, una conoscenza che per alcuni dei Gran maestri meno – diciamo così – virtuosi diventa un importante strumento di potere da avere ad ogni costo. La scoperta del segreto ignoto all’umanità, eppure enormemente prezioso, potrebbe infatti rivoluzionare tutto il nostro modo di pensare e agire e riscrivere completamente la storia. Ecco perché, sin da tempi immemorabili, ha fatto gola a molte persone, che sono state persino pronte a uccidere per possederlo. Nel contesto di questa ricerca si inserisce la storia di Marie e Jérôme, lei temprata da anni di addestramento finalizzati a raggiungere l’obiettivo di suo padre e lui che ignora le proprie origini, ma le scoprirà nel corso della storia. Gli altri personaggi in verità sono pochissimi, il romanzo ruota soprattutto intorno a Marie, che racconta in prima persona e al presente. A questo proposito devo dire che lo stile, così diretto e immediato, mi è piaciuto molto, come pure gli excursus nella preistoria, la descrizione dell’isola dove quasi tutta l’azione si svolge e il finale molto interessante. Trovo ottima l’idea di far corrispondere l’effettiva realtà dell’isola, con le sue testimonianze megalitiche e i monumenti storici, all’azione del romanzo e al dipanarsi delle ricerche. L’unica pecca del libro è per me l’abbondare di sparatorie e scene ad alta tensione, magari una o due in meno l’avrebbero reso più equilibrato, ma nel complesso devo dire un buon romanzo d’esordio, in ogni caso è stato divertente tradurlo!

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